- Come agisce il laser CO2 frazionato a 10.600 nm
- Indicazioni cliniche gerarchizzate per resa attesa
- Applicazioni oltre il resurfacing viso: chirurgia dermatologica e ginecologia rigenerativa
- Parametri operativi e loro governo clinico
- Selezione del paziente: fototipo, anamnesi e controindicazioni
- Sicurezza laser come sistema: dispositivo, operatore, paziente, ambiente
- Formazione dell’operatore e responsabilità clinica
- Scelta della sorgente e criteri tecnici d’acquisto
- Confronto tecnologico come criterio di portafoglio: quando serve il CO2 e quando basta il non ablativo
- Prerequisiti
- Passaggi
- Errori comuni da evitare
- Conclusione
- Domande frequenti
Introdurre un laser CO2 frazionato in ambulatorio o in uno studio medico significa assumersi tre responsabilità insieme: clinica, di sicurezza e organizzativa. La scelta del dispositivo è solo una parte. Criteri di selezione del paziente, requisiti d’ambiente e sostenibilità economica vanno definiti prima dell’installazione.
Il laser CO2 frazionato è un dispositivo medico ablativo che emette a 10.600 nm, lunghezza d’onda assorbita dall’acqua tissutale, e distribuisce l’energia in colonne microscopiche di ablazione separate da ponti di tessuto integro. Da qui derivano resurfacing e neocollagenesi con riepitelizzazione più rapida rispetto al trattamento ablativo full-field. Per il medico che valuta l’acquisto, però, la tecnologia è solo il primo di sei fronti: indicazioni realmente coperte, parametri operativi, selezione del paziente e gestione del post-trattamento, sicurezza laser dell’ambiente, certificazione CE MDR (obbligatoria dal 2028) o CE MDD e formazione dell’operatore, impatto su agenda e liquidità dello studio.
Questa guida percorre i sei fronti in ordine, con i criteri di verifica da chiudere prima di firmare.

Come agisce il laser CO2 frazionato a 10.600 nm
Il laser CO2 frazionato emette a 10.600 nm, lunghezza d’onda assorbita in modo elettivo dall’acqua tissutale, e vaporizza colonne microscopiche di tessuto (MTZ, Microscopic Treatment Zone) lasciando intatta la cute tra una colonna e l’altra. La differenza con il resurfacing full-field sta qui, nella frazione di superficie trattata, non nella potenza.
Nel full-field l’ablazione è continua su tutta l’area: la riepitelizzazione parte solo dagli annessi cutanei e richiede giorni. Nel frazionato ogni MTZ è circondata da ponti di tessuto integro, riserve di cheratinociti vitali che ripopolano il difetto dai bordi laterali. Attorno alla colonna ablata resta una zona di danno termico residuo, tessuto coagulato ma non vaporizzato: è lo stimolo che innesca la neocollagenesi e il rimodellamento dermico. Guarigione più rapida e profilo di rischio più basso a parità di stimolo biologico.
Due variabili governano il risultato: la profondità della colonna e la densità delle MTZ per centimetro quadrato. La prima determina fin dove arriva lo stimolo dermico, la seconda quanta superficie resta illesa e quindi il downtime. I settaggi che traducono questo principio in pratica sono trattati più avanti, nella sezione sui parametri operativi.
Indicazioni cliniche gerarchizzate per resa attesa
Il laser CO2 frazionato dà i risultati più solidi sulle cicatrici atrofiche post-acneiche e sulle rughe periorali e perioculari, cioè dove serve rimodellamento dermico profondo. Su discromie superficiali e smagliature la resa è più variabile e potrebbe richiedere più sedute.
Ragiona per gerarchia, non per lista di inestetismi. Prima fascia: cicatrici atrofiche post-acneiche (icepick e boxcar rispondono meglio delle rolling estese) e rughe periorali e perioculari, dove il tessuto perilesionale sostiene una neocollagenesi visibile. Seconda fascia: fotoinvecchiamento con texture irregolare, lentigo solari e resurfacing di mani e collo, aree a guarigione più lenta per minor densità di annessi, quindi da trattare con densità ridotta. Terza fascia: smagliature, migliori sulle strie rubre recenti che sulle albae mature, e melasma, dove il CO2 ablativo va evitato come prima scelta per il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria. Qui il laser Erbium Glass 1540 nm frazionato non ablativo copre il caso con profilo di rischio inferiore.
Traduci la gerarchia in due cose operative: numero di sedute atteso da dichiarare in consenso informato e criterio di indirizzo tra ablativo e non ablativo. L’errore più frequente è promettere sulle indicazioni di terza fascia la stessa resa della prima, generando insoddisfazione su un trattamento che ha comunque downtime reale.
Applicazioni oltre il resurfacing viso: chirurgia dermatologica e ginecologia rigenerativa
Il laser CO2 frazionato copre tre ambiti su un solo corpo macchina: resurfacing estetico, chirurgia dermatologica da taglio e ginecologia rigenerativa. Cambia il manipolo, non il dispositivo.
La discriminante è la modalità di emissione. Il manipolo pulsato e super pulsato lavora in modalità continua o quasi-continua per la chirurgia da taglio: escissione di lesioni cutanee, rimozione di nevi e verruche, con emostasi simultanea perché a 10.600 nm l’energia assorbita dall’acqua tissutale coagula i piccoli vasi mentre incide. Riduce il sanguinamento nel campo operatorio e accorcia il tempo di intervento rispetto alla lama fredda. Le sonde ginecologiche dedicate, con lente ellittica per emissione a 45°, portano lo stesso principio frazionato sulla mucosa vaginale: atrofia vulvo-vaginale, vaginal tightening, incontinenza urinaria da sforzo lieve. Il laser CO2 frazionato RF Metal Tube integra manipolo frazionato, pulsato/super pulsato e tre sonde ginecologiche con schermate d’interfaccia dedicate per modalità.
Per chi valuta l’acquisto, questo è il vero argomento di saturazione dell’investimento: un dispositivo che resta fermo tra una seduta estetica e l’altra ha un tempo-macchina diverso da uno che serve anche l’ambulatorio chirurgico e la ginecologia. Verifica però che le competenze e le abilitazioni in studio coprano davvero tutti e tre gli ambiti prima di contarli nel piano di ammortamento.
Parametri operativi e loro governo clinico
Sei parametri governano il trattamento con laser CO2 frazionato: potenza in Watt, energia per microspot in millijoule, densità dei dot, dwell time, numero di passaggi e pattern di scansione. Insieme determinano profondità di ablazione ed estensione della zona di danno termico residuo, quindi resa clinica e downtime.
La logica è a due assi. L’energia per microspot governa la profondità della colonna ablativa: più millijoule, colonna più profonda, indicata dove il bersaglio sta nel derma reticolare. La densità dei dot governa la percentuale di superficie trattata: più densità, più risposta rigenerativa, ma anche più essudazione, tempi di riepitelizzazione lunghi e rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria nei fototipi alti. Alzare entrambi nella stessa seduta è l’errore più frequente in curva di apprendimento.
Da qui la differenziazione per indicazione: cicatrici atrofiche post-acneiche chiedono energia alta e densità contenuta; rughe periorali e perioculari energia moderata su cute sottile; smagliature densità media su aree ampie, dove il pattern di scansione e la geometria della figura contano più del singolo impulso.
Gli intervalli numerici vincolanti restano quelli delle istruzioni d’uso del fabbricante, letti insieme al giudizio clinico sul singolo paziente. Verifica in fase di demo che la console consenta di regolare i parametri in modo indipendente e di memorizzare i protocolli per indicazione: sul laser CO2 frazionato RF Metal Tube le schermate sono dedicate per modalità frazionata, pulsata/super pulsata e ginecologica.
Selezione del paziente: fototipo, anamnesi e controindicazioni
La selezione del paziente per il laser CO2 frazionato si gioca su tre filtri: fototipo secondo la scala di Fitzpatrick, anamnesi farmacologica e cicatriziale, stato infettivo cutaneo al momento della seduta. Chi non supera tutti e tre non va trattato con un ablativo.
Valuta il fototipo per primo. I fototipi I-III tollerano bene il resurfacing ablativo frazionato; nei fototipi IV-VI il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria cresce e impone densità ridotte, pretrattamento schiarente e talvolta un ripiego sul frazionato non ablativo. In quel caso il laser Erbium Glass 1540 nm resta indicato su tutti i fototipi I-VI.
Sull’anamnesi, escludi o rimanda: isotretinoina assunta di recente (finestra di sospensione da concordare, indicativamente alcuni mesi), tendenza cheloidea documentata, infezioni cutanee attive nell’area, herpes simplex ricorrente senza profilassi antivirale avviata, patologie autoimmuni in fase attiva, gravidanza.
Il consenso informato dev’essere specifico per trattamento ablativo: non riciclare il modulo dei trattamenti non ablativi. Deve nominare downtime, essudazione, rischio di PIH, infezione, discromie persistenti e possibilità di più sedute. Fallo firmare in visita preliminare, mai il giorno stesso a paziente già in poltrona: è l’errore procedurale più frequente.
Protocollo di seduta in ambulatorio: preparazione cutanea, anestesia topica o tronculare, durata, gestione del dolore, numero di sedute e intervallo
Una seduta di laser CO2 frazionato occupa indicativamente 45-60 minuti di tempo-macchina complessivo: circa 30-45 minuti di posa dell’anestetico topico più 10-20 minuti di emissione effettiva sul viso completo.
Struttura la seduta in quattro momenti. Preparazione: detersione, sgrassaggio con clorexidina acquosa (evita l’alcol, incompatibile con il rischio incendio in zona laser) e rimozione completa di trucco e creme. Anestesia: crema composta da lidocaina-prilocaina in occlusione per 30-45 minuti; sulle rughe periorali e perioculari, dove le fluenze salgono, valuta il blocco tronculare infraorbitario o mentoniero. Emissione: procedi per subunità estetiche, con passaggi sovrapposti solo dove il protocollo lo prevede. Raffreddamento: aria fredda o impacchi refrigerati durante e subito dopo, per contenere il picco doloroso nei primi 20-30 minuti.
Programma di norma 2-4 sedute a distanza di 4-8 settimane, l’intervallo minimo che consente riepitelizzazione completa e neocollagenesi prima del passaggio successivo. Sulle cicatrici atrofiche post-acneiche servono in genere più sedute che sul fotoringiovanimento.
L’errore più frequente è comprimere l’agenda sottostimando la posa dell’anestetico: prenota lo slot sul tempo totale, non sul tempo di emissione. Se l’organizzazione non regge sedute lunghe, un frazionato non ablativo come l’Erbium Glass 1540 nm resta l’alternativa a downtime ridotto.
Gestione del post-trattamento: timeline, medicazione, profilassi e rischio di iperpigmentazione
Il post-trattamento del laser CO2 frazionato segue una sequenza prevedibile: eritema ed edema nelle prime 48-72 ore, essudazione sierosa nelle prime 24-48, riepitelizzazione completa indicativamente in 5-7 giorni sul viso, eritema residuo che sfuma in 2-6 settimane in funzione della densità dei dot e della profondità di ablazione.
Imposta il percorso post-seduta prima ancora di accendere il dispositivo, perché è lì che si giocano soddisfazione del paziente e rischio di complicanza. Programma la profilassi antivirale per herpes simplex in tutti i trattamenti del volto, avviandola il giorno precedente e proseguendola fino a riepitelizzazione avvenuta. Prescrivi medicazioni occlusive o emollienti non irritanti e detersione con soluzione salina più volte al giorno, senza principi attivi esfolianti. Riserva l’antibatterico ai casi con segni clinici di infezione, non come routine. Fissa un controllo a 7 giorni: la riepitelizzazione completa è il criterio per riprendere skincare attiva e fotoprotezione cosmetica.
La fotoprotezione (SPF 50+, rinnovata ogni due ore in esposizione) va imposta per almeno 8-12 settimane. Nei fototipi IV-VI della scala di Fitzpatrick il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria è concreto: riduci densità ed energia, valuta un pre-trattamento schiarente e considera che, per questi pazienti, un frazionato non ablativo come l’Erbium Glass 1540 nm offre un profilo di sicurezza sui fototipi I-VI con downtime di 24-48 ore.
Sicurezza laser come sistema: dispositivo, operatore, paziente, ambiente
La sicurezza di un laser CO2 frazionato non si esaurisce nei DPI: riguarda il dispositivo, chi lo usa, chi lo riceve e la stanza in cui opera. Un sistema che emette a 10.600 nm rientra nella classe di rischio più alta e impone protezioni combinate.
Il riferimento tecnico per la classificazione e le misure di protezione è la norma CEI EN 60825-1. Un CO2 chirurgico o frazionato appartiene alla Classe 4: il fascio danneggia occhio e cute per esposizione diretta, riflessa o diffusa, e può innescare combustione. Da qui discendono quattro obblighi pratici: occhiali di protezione con densità ottica certificata per 10.600 nm indossati da operatore, assistente e chiunque entri nella stanza; protezione oculare dedicata per il paziente (scudi corneali metallici quando tratti la regione perioculare, occhialini esterni negli altri casi); delimitazione della zona laser controllata con accesso interdetto durante l’emissione e segnaletica sulla porta; aspirazione dei fumi chirurgici.
Sui DPI l’errore più frequente è dare per intercambiabili gli occhiali di altri dispositivi in studio: quelli calibrati per un Nd:YAG 1064 nm o per un Erbium Glass 1540 nm non proteggono a 10.600 nm. Verifica la marcatura di lunghezza d’onda e densità ottica su ogni paio, e tieni set separati per apparecchio.
Il plume del resurfacing ablativo contiene particolato ultrafine e materiale biologico vaporizzato: l’aspiratore va posizionato a pochi centimetri dal campo, non a bordo lettino, con filtri sostituiti secondo la programmazione del fabbricante. Le maschere chirurgiche standard non filtrano il particolato ultrafine.
Sul rischio incendio: elimina disinfettanti alcolici e prodotti volatili dal campo prima dell’emissione, attendi l’evaporazione completa, escludi ossigeno supplementare in prossimità dell’area trattata e usa teli inumiditi. Rimuovi o scherma le superfici metalliche riflettenti nel percorso del fascio.
Verifica prima di procedere: occhiali marcati 10.600 nm per ogni presente, porta chiusa e segnalata, aspiratore acceso con filtro in data, campo asciutto e privo di alcol. Se uno di questi punti manca, non emettere.
Formazione dell’operatore e responsabilità clinica
Il laser CO2 frazionato è un dispositivo medico riservato al medico, che risponde in prima persona di indicazione, settaggi e gestione delle complicanze. La formazione non riguarda l’accensione della macchina: riguarda la capacità di leggere il tessuto durante l’emissione e correggere i parametri in corso di seduta.
La curva di apprendimento si concentra su tre punti. Primo, calibrare energia per microspot e densità dei dot sul singolo paziente invece di applicare protocolli memorizzati. Secondo, riconoscere l’endpoint clinico corretto (contrazione tissutale, essudazione, sbiancamento) prima di aggiungere un passaggio. Terzo, differenziare l’approccio tra aree sottili e cute spessa, dove lo stesso settaggio produce esiti opposti. Indicativamente servono alcune decine di trattamenti prima che i settaggi diventino una scelta ragionata e non una selezione da menu.
Usa la fase di installazione. Chiedi al fornitore una demo pratica sul dispositivo che stai valutando e un affiancamento sui primi casi reali, non una presentazione commerciale. Verifica anche chi risponde quando serve assistenza tecnica: sul laser CO2 frazionato RF Metal Tube le schermate dedicate per frazionato, chirurgico e ginecologia semplificano il passaggio tra modalità, ma la responsabilità del settaggio resta clinica. I parametri di riferimento restano quelli delle istruzioni d’uso del fabbricante.
Scelta della sorgente e criteri tecnici d’acquisto
La sorgente determina il costo di possesso più di qualunque altra specifica: una sorgente RF Metal Tube mantiene un’emissione stabile nel tempo e non richiede la sostituzione periodica tipica dei tubi Gas Glass Tube. Valuta la sorgente prima della potenza di picco.

Il tubo a vetro sigillato contiene la miscela gassosa e si degrada per esaurimento del gas e usura dei componenti interni: la potenza reale erogata scende gradualmente, i settaggi memorizzati perdono corrispondenza con l’effetto clinico e la ricarica o sostituzione diventa una voce di spesa ricorrente. La sorgente metallica eccitata a radiofrequenza elimina questo consumo. Il Laser CO2 RF Metal Tube documenta 40 Watt a 10.600 nm con sorgente RF Metal Tube, indicata per stabilità di emissione, durata superiore e assenza di costi di manutenzione per usura interna rispetto ai Gas Glass Tube.
Verifica poi quattro elementi in demo, non su brochure:
- Manipoli: frazionato, pulsato/super pulsato per la chirurgia dermatologica, sonde ginecologiche dedicate. La dotazione decide quanti ambiti copri con un solo corpo macchina.
- Braccio articolato: sette snodi servono per raggiungere aree perilabiali e posizioni litotomiche senza far ruotare il paziente.
- Interfaccia: schermate separate per modalità riducono gli errori di settaggio a inizio seduta.
- Protocolli memorizzabili: verifica quanti slot esistono e se sono richiamabili in due tocchi.
Chiedi 40 W erogati misurati, non nominali: è il dato che nessun catalogo riporta.
Confronto tecnologico come criterio di portafoglio: quando serve il CO2 e quando basta il non ablativo
Il CO2 frazionato ablativo a 10.600 nm resta la scelta quando l’obiettivo è rimodellare tessuto (cicatrici atrofiche post-acneiche profonde, rughe periorali marcate); il frazionato non ablativo 1540 nm copre il resto con downtime e rischio pigmentario molto inferiori. Molti studi finiscono per tenerli entrambi.
Il criterio decisivo non è la potenza, è il profilo di paziente che vuoi gestire. Con fototipi Fitzpatrick IV-VI, agenda che non tollera pazienti fermi una settimana e domanda concentrata su texture, discromie e smagliature, il non ablativo lavora di più. Il laser Erbium Glass 1540 nm è documentato come sicuro su tutti i fototipi (I-VI) con downtime limitato a 24-48 ore, contro i giorni di riepitelizzazione richiesti dall’ablativo. L’Er:YAG a 2940 nm sta in mezzo: ablazione più netta, coagulazione minore, quindi meno effetto tensore e meno emostasi. Il microneedling, con o senza radiofrequenza, resta un’opzione a bassa barriera d’ingresso ma senza fototermolisi e senza applicazione chirurgica.
Regola pratica: il CO2 come dispositivo di profondità e di ampiezza applicativa, il 1540 nm come dispositivo di volume e di sicurezza sui fototipi alti.
Prerequisiti
Prima di installare un laser CO2 frazionato in ambulatorio devi avere tre cose chiuse: un ambiente conforme ai requisiti di sicurezza per apparecchi laser di Classe 4, un operatore medico formato sul dispositivo specifico e un volume di indicazioni cliniche che giustifichi il tempo-macchina.
Verifica questi punti prima di firmare qualsiasi contratto:
- Locale dedicato o dedicabile. Una stanza con porta chiudibile, senza finestre non schermabili, superfici non riflettenti, spazio per il braccio articolato e presa elettrica adeguata all’assorbimento dichiarato dal fabbricante.
- Dotazione di sicurezza già acquistata. Occhiali protettivi calibrati su 10.600 nm per operatore, personale e paziente, aspiratore di fumi chirurgici, segnaletica di zona laser controllata. Non sono accessori opzionali: senza, non si tratta.
- Titolo professionale dell’operatore. Il resurfacing ablativo è atto medico. Serve un medico, non un operatore estetico.
- Consenso informato specifico per trattamento ablativo, distinto da quello dei trattamenti non ablativi.
- Percorso di gestione del post-trattamento con reperibilità nei primi giorni di riepitelizzazione.
Errore più frequente: comprare il dispositivo e occuparsi dell’ambiente dopo. L’ordine corretto è opposto, perché i vincoli del locale possono cambiare la configurazione che serve.
Passaggi
Segui sei passaggi in sequenza: definisci il perimetro clinico, verifica la conformità del dispositivo, allestisci l’ambiente, forma l’operatore, esegui una demo sul campo e apri l’agenda con volumi ridotti. Ogni passaggio ha un esito verificabile: non passare al successivo finché non lo hai chiuso per iscritto.
- Perimetro clinico. Scegli due o tre indicazioni prioritarie (cicatrici atrofiche post-acneiche, rughe periorali, fotoinvecchiamento). Esito: elenco scritto delle indicazioni che tratterai nei primi sei mesi.
- Conformità. Chiedi al fornitore la dichiarazione di conformità del produttore e la documentazione tecnica CE MDR o CE MDD unitamente alla registrazione come dispositivo medico nella banca dati del Ministero della Salute prima dell’ordine, non alla consegna. Esito: fascicolo completo in studio.
- Ambiente. Allestisci zona laser controllata, segnaletica, occhiali calibrati su 10.600 nm e aspiratore fumi. Esito: sala utilizzabile senza deroghe.
- Formazione. Fissa l’affiancamento all’installazione e i settaggi memorizzati per indicazione. Esito: operatore autonomo su almeno un protocollo.
- Demo. Prova il laser CO2 frazionato RF Metal Tube con i suoi manipoli e la tua ergonomia di sala.
- Avvio. Parti con due o tre sedute a settimana e misura il tempo-macchina reale prima di scalare.
Errore più frequente: invertire i passaggi 3 e 6, cioè aprire l’agenda mentre l’allestimento è ancora incompleto.
Errori comuni da evitare
Gli errori più costosi nell’introduzione di un laser CO2 frazionato non riguardano la tecnica di trattamento, ma la fase precedente: sottostimare i requisiti d’ambiente, comprare senza aver provato il dispositivo e costruire un’agenda incompatibile con il downtime del resurfacing ablativo.
Cinque sviste ricorrono più delle altre:
- Comprare la potenza massima senza verificare quali manipoli sono inclusi.
- Trattare fototipi alti con gli stessi settaggi usati sui fototipi chiari, ignorando il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria.
- Programmare le sedute in periodi di forte esposizione solare o a ridosso di impegni sociali del paziente.
- Rimandare l’aspirazione dei fumi chirurgici a “quando serve”, quando il plume si produce dal primo passaggio.
- Firmare un consenso informato generico per medicina estetica, non specifico per trattamento ablativo.
Ultimo errore, il più silenzioso: valutare solo il prezzo d’acquisto. Il costo reale si misura sull’intero ciclo di vita, e la sorgente incide più di ogni altra voce. Per il confronto tra RF Metal Tube e Gas Glass Tube rimandiamo alla sezione sui criteri tecnici d’acquisto.
Errore correlato: acquistare senza prova sul campo. Una demo con la tua tipologia di pazienti, risolve in mezza giornata dubbi che nessuna scheda tecnica chiude.
Conclusione
Un laser CO2 frazionato entra in un ambiente medico solo se quattro condizioni sono chiuse insieme: indicazioni coerenti con la tua casistica, ambiente conforme ai requisiti di sicurezza laser, operatore formato sui settaggi e sostenibilità economica del dispositivo.
Il resurfacing ablativo frazionato non si acquista per poi imparare a usarlo. La sequenza corretta è inversa: definisci prima le indicazioni che vuoi davvero coprire (cicatrici atrofiche post-acneiche, rughe periorali, fotoinvecchiamento), poi verifica se l’ambulatorio o lo studio medico regge zona laser controllata, aspirazione dei fumi chirurgici e DPI dedicati, infine valuta sorgente, manipoli e formula di acquisizione. Chi inverte l’ordine si ritrova con un dispositivo sottoutilizzato e un’agenda che non assorbe il tempo-macchina.
Prima di decidere, prova il dispositivo sul campo: richiedi una demo del laser CO2 frazionato RF Metal Tube . Valutiamo insieme configurazione dei manipoli, requisiti dell’ambiente, formazione dell’operatore e la formula più coerente con la liquidità dello studio (noleggio operativo, locazione operativa o leasing).
Domande frequenti
No, il trattamento si esegue in ambiente medico. Servono però zona laser controllata, segnaletica, occhiali certificati per 10.600 nm e aspiratore di fumi chirurgici.
Il medico. Il dispositivo è ablativo e incide sul tessuto: la responsabilità clinica resta in capo al medico che imposta i parametri e firma il consenso informato.
Indicativamente 1-3 per le cicatrici atrofiche post-acneiche, a distanza di alcune settimane. Il numero dipende dalla profondità della lesione e dal fototipo.
Per estetica, chirurgia dermatologica e ginecologia rigenerativa sì, con manipoli dedicati: il laser CO2 frazionato RF Metal Tube monta manipolo frazionato, pulsato/super pulsato e sonde ginecologiche. Sui fototipi alti, però, l’Erbium Glass 1540 nm resta complementare.
Domande e commenti
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